Gli stati non ordinari di coscienza sono un vasto e complesso argomento, cominciamo con il dire che in ogni situazione in cui i processi che costituiscono la coscienza come la memoria, la percezione, l'attenzione, le emozioni, non lavorano più in modo “normale”, si entra in ciò che viene definito stato di coscienza non ordinario.

La psichiatria convenzionale tende a invalidare e ad abortire uno stato non ordinario di coscienza con tutti i mezzi di intervento a disposizione: eliminazione del sintomo e riduzione dello stesso attraverso accanimento sistematico farmacologico.

Stanislav Grof, psichiatra di fama mondiale li definisce stati di emergenza spirituale, ovvero profondi cambiamenti di coscienza che se gestiti in maniera non corretta possono diventare pericolosi.

La psicologia transpersonale ritiene che questi stati abbiano un potenziale terapeutico e trasformativo, inoltre il NOSC (stato di coscienza non ordinario) è altamente benefico per il potenziale trasformativo del soggetto, che esplorerebbe così altri livelli oltre all'ego/corpo, oltre alla realtà oggettiva spazio-temporale disponibile nel “normale” stato ordinario di coscienza. Il non portare a compimento il viaggio potrebbe avere esiti stagnanti all'innesto di energie psicosomatiche intrappolate a livello fisico emotivo e spirituale.

Personalmente li definisco stati di espansione del proprio “io” e credo non vi sia una lettura universale, ognuno di noi durante esperienze di tipo ( NOSCs -non-ordinary states of consciousness) o (d'ASC = altered states of consciousness) oppure (NDR -Near Death Experiences) o ancora (OOBE - Out of the body experiences) o qualsiasi acronimo si intenda usare, vive esperienze che se trasformate in verbo perdono già gran parte del loro senso, spesso inoltre si ha la presunzione di volervi necessariamente dare una spiegazione, un significato da riportare alla vita quotidiana. L’errore è grossolano perché è come voler riportare all’ordine il caos, come voler dare un senso a qualcosa che è il senso.

Gli stati non ordinari di coscienza possono essere ottenuti in vari modi, con una meditazione profonda, con l’assunzione di sostanze psicotrope e con il Rebirthing. Quest’ultimo è sicuramente uno dei metodi più semplici, potenti e senza controindicazioni, perché utilizza il respiro che a sua volta si autoregola e ci mostrerà solo ciò che siamo pronti a vedere, il respiro rispetta il nostro stato d’animo e il momento presente, se non accade nulla di tangibile in una respirazione, significa che quello non è il periodo giusto e che non siamo ancora pronti.

Per comprendere questi stati di coscienza è necessario averli vissuti, e solo chi li ha largamente sperimentati è in grado di guidare chi intende esplorarli. Per questo è assolutamente necessario affidarsi ad una persona preparata che ci sosterrà durante il viaggio, il tutto in un setting preparato appositamente.

La coscienza "non ordinaria" non è altro che la coscienza allo stato primitivo, liberata cioè da condizionamenti sociali imposti.

Gli stati non ordinari di coscienza non sono nulla di trascendentale: sono solo il buco della serratura da cui si possono spiare le "realtà alternative".

In conclusione credo che questi stati se opportunamente trattati possano essere i più grandi mezzi di trasformazione del nostro pensiero e di conseguenza della nostra esistenza, sapere che siamo una parte, anche se molto piccola, di un sistema interconnesso paradossalmente ci rende liberi.

Saul Fiorello